Applicazioni
Eccellenza operativa in molteplici settori della medicina

Impiantologia

CONTACT US
Nome* :
 
Cognome* :
Nazione* :
select
 
E-mail* :
Telefono* :
Messaggio* :
Inserisci il codice che leggi nell'immagine

Presto il consenso al trattamento dei dati personali (Leggi quì)
accetto non accetto
 
Presto il consenso a ricevere informazioni sui prodotti, gli eventi e le novità DEKA
accetto non accetto
Introduzione
L'implantologia orale è una disciplina chirurgica che ha lo scopo di ricostituire gli elementi dentali mancanti e i loro tessuti di sostegno (osso e gengiva). Gli impianti dentali sono realizzati attraverso l'inserimento nell'osso mascellare e mandibolare di radici in materiale metallico, ceramico o sintetico. L'impianto dentale, in sostanza, è una radice artificiale che sostituisce la radice del dente naturale andata perduta.

La perdita dei denti naturali è sempre stato un evento invalidante, sia per la funzione che per l'estetica della bocca. Il ripristino, prima dell'avvento dell'implantologia dentale, era reso possibile solo per mezzo di protesi fissate ai denti contigui a quelli mancanti. Quando numero e qualità dei denti naturali non era favorevole alla costruzione di protesi fisse, la sostituzione dei denti mancanti prevedeva, invece, l'applicazione di protesi mobili parziali o totali.

Con l'avvento dell'implantologia dentale non è stato più necessario coinvolgere denti integri per sostituire denti mancanti, né applicare dentiere o comunque manufatti mobili. L'impianto dentale, in qualità di radice artificiale inserita stabilmente nell'osso, riesce a sostenere validamente una capsula singola o un ponte, oppure può fare da eccellente ancoraggio a una dentiera instabile o mal tollerata dal paziente.

L'impianto dentale inoltre riproduce quello stimolo funzionale tipico della radice naturale sull'osso e gli permette di mantenere nel tempo forma e anatomia, evitando perciò il processo di riassorbimento che consegue alla perdita dei denti e che è ancora più marcato sotto la pressione delle dentiere.

 

How it works

Trattamento Laser-Assistito

Attualmente gli impianti sono quasi tutti realizzati in titanio, materiale biocompatibile che non comporta reazioni di rigetto da parte dell'organismo. I più utilizzati sono quelli a vite di tipo endosseo di forma cilindrica/conica più o meno filettati, nella maggioranza dei casi lasciati sommersi sotto gengiva per un periodo congruo in base alla sede.
Gli impianti, posizionati nell'osso del paziente, diventeranno un corpo unico con l'osso, ossia avverrà la osteointegrazione che potrà essere più o meno totale solo in caso siano stati rispettati determinati protocolli; altrimenti si potranno avere più o meno parziali fibrointegrazioni e perdite di impianti.

Le metodiche di implantologia prevedono principalmente due tecniche chirurgiche:

  • Two Stage: in due fasi, la prima "sommersa", ovvero con inserimento dell'impianto, sutura sottomucosa e successiva riapertura della mucosa dopo 2-6 mesi con avvitamento del "pilastro dentale" sull'impianto;
  • One Stage: inserimento dell'impianto, che viene lasciato trans mucoso e di cui emerge la testa: si potrà così lasciare guarire (sempre per 2-6 mesi) per integrazione ossea o caricare immediatamente, con apposito pilastro dentale, in modo provvisorio o definitivo, a seconda dei casi.

Se viene effettuata una quotidiana manutenzione gli impianti hanno una vita pressoché illimitata (gli studi più lunghi hanno 25 anni). Il rischio più grosso che corrono gli impianti è dato:

  • nell'immediato post intervento, dalla peri-implantite, ossia da un'infiammazione e infezione delle strutture attorno all'impianto, con conseguente non avvenuta osteointegrazione;
  • da uno scorretto carico degli impianti stessi, con corone o protesi non corrette, che possono creare un riassorbimento osseo nel tempo, con perdita dell'osso sino alle spire più profonde dell'impianto, con possibilità di perdita dello stesso.

In implantologia il laser è molto efficace nelle mucositi e nelle peri-implantiti propriamente dette. L'azione battericida dell'emissione di sorgenti come il KTP (532 nm), il Nd:YAG (10640 nm) e il diodo (810 o 980 nm) sui più comuni batteri, causa di infezioni nel cavo orale, è il motivo principale di questa azione terapeutica. Utilizzando specifici protocolli con i giusti tempi di esposizione, il trattamento risulta essere efficace senza causare danni termici ai tessuti peri-implantari o danni meccanici agli impianti.

Sfruttando sempre l'azione antibatterica di questi laser, è possibile decontaminare il sito alveolare prima di inserire l'impianto. In questo modo si riduce il rischio di peri-implantite oltre al gonfiore e all'infiammazione che si verifica nel post-operatorio.

Un'ulteriore indicazione è l'esposizione degli impianti sommersi col laser a CO2. Il taglio circolare estremamente preciso ed esangue spesso consente di prendere un’ impronta soddisfacente immediatamente dopo l'operculectomia. Il presupposto per l'esecuzione di questa procedura laser assistita è la presenza di una banda di mucosa cheratinizzata che consenta una stabilità meccanica della mucosa perimplantare.