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Parodontologia

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Introduzione
La paradontologia è la branca dell'odontoiatria che studia i tessuti del parodonto e le patologie a esso correlate. Si occupa quindi dell'insieme dei tessuti molli (il legamento periodontale e la gengiva) e duri (cemento e tessuto osseo alveolare) che circondano il dente e assicurano la sua stabilità nell'arcata alveolare.

Lo specialista parodontologo è quindi in grado di accertare lo stato di salute di tali tessuti e operare terapie adeguate al ripristino di una condizione ottimale del cavo orale, condizione necessaria per intraprendere altri interventi odontoiatrici quali la protesi o l'ortodonzia.

La malattia parodontale (o parodontite) inizia quando uno o più elementi dell'apparato parodontale, dopo essere stati colonizzati da numerose specie batteriche, smettono di esercitare la propria funzione di sostegno causando mobilità dentale, da molti ritenuta la vera malattia parodontale. Questo è uno stadio già avanzato della malattia che si potrebbe evitare ponendo attenzione ai segni evidenti che appaiono molto tempo prima della mobilità dentale.

È impossibile stabilire quale elemento dell'apparato parodontale sia più importante degli altri, ma è chiaro che il segno più evidente di sofferenza parodontale è dato da alterazioni dell'aspetto delle gengive, che frequentemente però, viene colto quando la malattia parodontale è già in uno stadio avanzato. Le gengive, infatti, costituiscono il primo ostacolo, ma purtroppo anche la prima porta di ingresso, per i microrganismi che, una volta distrutto l'attacco che le collega ai denti, procedono verso la radice dentale, danneggiando prima il legamento parodontale, poi il cemento, e infine l'osso alveolare circostante. La parodontite cronica è sempre preceduta da una gengivite che dev'essere riconosciuta in tempo e curata.

Per quanto riguarda il trattamento di lesioni parodontali, esiste una serie di procedure cliniche, più o meno complesse e più o meno radicali, che, se accompagnate da opportune tecniche di igiene domiciliare, possono restituire ai denti una stabilità accettabile.

 

How it works

Trattamento Laser-assistito

L'impiego del laser nel trattamento della malattia parodontale è stato particolarmente studiato soprattutto negli ultimi 15-20 anni. Le sorgenti laser a Nd:YAG (1064 nm), KTP (532 nm) e a diodo (810 o 980nm) possono essere usate, con diverse modalità e protocolli applicativi, in una o più fasi del trattamento della malattia parodontale.

È importante aver presente che qualsiasi protocollo d'utilizzo del laser non può prescindere da una corretta diagnosi clinica, radiografica e, se necessario, laboratoristica (test di fagocitosi, immunoglobuline e complemento o test microbiologico), nonché da un'esemplare terapia eziologia (preparazione iniziale) che è la conditio sine qua non per il successo terapeutico.

I laser comunemente impiegati hanno l'enorme vantaggio di essere veicolati in fibra che, nella parte terminale a livello del manipolo, viene utilizzata come punta lavorante. L'impiego della fibra ottica, flessibile e regolabile in lunghezza, consente all'operatore di irraggiare efficacemente anche le tasche meno accessibili e più profonde.
Il diametro comunemente usato per la fibra ottica è pari a 300 m. Molto importante è la caratteristica di irraggiamento che si ha all'estremità della fibra stessa che permette, scorrendo lungo la profondità della tasca, di portare la stessa quantità di energia sia sul versante della radice (cemento infetto) che sul versante epiteliale (tessuto granulomatoso) della lesione realizzando di fatto un curettage laser assistito con effetti di decontaminazione batterica profondi e durevoli.

Il trattamento delle lesioni parodontali a cielo coperto è indicato nelle seguenti situazioni:

  • casi di recidiva delle lesioni dopo il sollevamento di un lembo tradizionale;
  • casi di pazienti che non possono, per patologie sistemiche, o non vogliono sottoporsi a chirurgia;
  • tutti quei casi nei quali si riesca ad avere una ragionevole convinzione di aver effettuato una terapia eziologia esemplare con permanenza nulla o impercettibile di tartaro radicolare.

Tutti i casi di parodontite di media e grave entità che non rientrano nei gruppi precedenti saranno trattati con chirurgia a cielo aperto e beneficeranno di un trattamento laser assistito in fase di terapia eziologia e in fase intraoperatoria per la bonifica microbiologica del fondo delle lesioni e del cemento radicolare.
Il laser ha infatti un potente effetto antibatterico che si produce anche sulla componente dura della tasca (cemento radicolare) decontaminandola, in maniera efficace e duratura, dai patogeni della parodontite.
La comprovata azione decontaminante del laser in profondità all'interno dei tubuli dentinali, (Schoop et al."Innovative Wavelengths in Endodontic Treatment". Laser Surg Med 2006. 38(6):624-30) spiega come il trattamento laser assistito del cemento radicolare possa giocare un ruolo fondamentale nel miglioramento di tutti i parametri clinici della parodontite.