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Sbiancamento Dentale

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Introduzione
Il colore dei denti è l'espressione più importante della salute e della bellezza della bocca. Denti bianchi come la porcellana non esistono in natura, il colore dei denti è personale, un po' come il colore della pelle. Il "bianco naturale" dei denti incorpora lievi sfumature sui toni del giallo e del grigio, del bruno o del rossiccio, più o meno accentuate.
Al contrario di quanto si possa pensare non è lo smalto che determina il colore dei denti. Lo smalto è infatti traslucido e non possiede un colore proprio; dalla sua superficie traspare il colore della dentina sottostante. Col passare del tempo però lo smalto può colorarsi assorbendo pigmenti da cibi e bevande (cause di colorazione chiamate esterne o estrinseche), mentre la dentina tende a ispessirsi nella camera interna presente nella corona dei denti. Ciò fa sì che con l'invecchiamento i denti si scuriscano e perdano la loro originaria brillantezza.
Esistono molte altre cause di colorazione dei denti. Tra quelle dette intrinseche, quella maggiormente conosciuta è dovuta alla tetraciclina. Le tetracicline sono un vasto gruppo di farmaci antibiotici a largo spettro. Sono state introdotte in medicina nel 1948. Nel 1956 per la prima volta fu riportato che la loro assunzione induceva una colorazione nei denti. Le molecole da tetracicline vengono incorporate nei cristalli di idrossiapatite (formando lunghe molecole di tetraciclina-ortofosfato di calcio) durante la fase di mineralizzazione che è parte dello sviluppo del dente. Questo processo interessa principalmente la dentina, ma può riguardare anche lo smalto. E'inoltre frequente il verificarsi di un'ipoplasia dello smalto. La colorazione può essere gialla, giallo-marrone, marrone, grigia o blu, con la formazione possibile di strisce. La colorazione è spesso bilaterale e interessa molti denti in entrambe le arcate. Un'altra causa di colorazione è la fluorosi che è dovuta a un eccesso di fluoro durante la formazione della matrice dello smalto e della calcificazione. Conduce a ipoplasia dello smalto e a formazione di "white spot". La colorazione più scura è causata da fattori estrinseci dopo l'eruzione dentale. Spesso è possibile persino osservare fessure pronunciate nello smalto.
Esistono numerose altre possibili cause di scolorimento dei denti come i batteri cromogenici che si trovano nella saliva, la fenilchetonuria, l'eritroblastosi fetale l'anemia mediterranea, o amelogenesi e dentinogenesi imperfette, ecc.
La maggior parte dei pazienti che richiedono lo sbiancamento dei denti hanno problemi di colorazione dovuti principalmente a cause estrinseche o naturali. A seconda della metodologia scelta, questo tipo di trattamento richiede solitamente una o al massimo due sedute. Il trattamento delle macchie intrinseche può richiedere un numero maggiore di sedute a seconda della gravità e del grado di colorazione. In questi casi i migliori risultati possibili si ottengono esclusivamente col metodo Smartbleach®.
Lo sbiancamento dentale comprende l'insieme dei prodotti, processi o procedure la cui azione porta un dente ad apparire più bianco nel colore.
La ricerca di più effettive possibilità nel trattamento delle macchie dei denti non è una novità. Nei secoli si osserva un crescente interesse nel ricercare soluzioni per rendere i denti bianchi. Gli antichi egizi e i fenici ottenevano lo sbiancamento dei tessuti combinando un trattamento di alcalino con carbonato di potassio e luce solare. I Romani erano soliti lavare i denti con sostanze naturali. Durante il XIV secolo, lo sbiancamento dei denti era il trattamento più richiesto dopo l'estrazione, e veniva realizzato attraverso l'uso combinato di fili metallici e di acido nitrico. Nel tardo XIX secolo si usava una combinazione di acqua ossigenata (perossido di idrogeno - H2O2), etere ed elettricità. Più tardi sono stati impiegati gli stessi ingredienti utilizzando però il calore al posto dell'elettricità. L'acido cloridrico (HCl) è stato usato a partire dal 1916, e nel 1966 in combinazione con H2O2. Nel 1970 è stato stabilito che il perossido di idrogeno era l'agente decolorante più efficace.
 

How it works

Sbiancamento Dentale Laser Assistito

La tecnica di sbiancamento laser prevede l'applicazione sulla superficie esterna del dente, lo smalto, di sostanze ossidanti che successivamente vengono attivate dalla luce laser. Il raggio potenzia l'efficacia ossidante delle sostanze utilizzate attraverso un fenomeno fototermico o fotochimico.
Esistono in commercio numerosi gel sbiancanti, a base di perossido di idrogeno o di carbamide, che vengono attivati dalle lunghezze d'onda tra 810 e 1064 nm. Sfruttando l'effetto fototermico, il laser a diodi consente di promuovere l'azione ossidoriduttiva di questi gel sulla superficie del dente ottenendo così l'effetto sbiancante. Questo tipo di trattamento dà buoni risultati in particolare per le colorazioni estrinseche mentre ha un'azione limitata su quelle intrinseche (es. colorazioni da tetraciclina). A causa dell'effetto termico bisogna fare attenzione nell'evitare che l'innalzamento della temperatura possa danneggiare le parti vitali del dente. Un effetto secondario del trattamento con laser a diodi è la temporanea deidratazione dello smalto a causa dell'acidità contenuta in tutte le paste sbiancanti. Questo significa che la sfumatura di colore ottenuta al termine della seduta di sbiancamento diventerà successivamente più scura a causa della successive re-idratazionedel dente.
 
Smartbleach